Stefania Fabrizi continua il viaggio interiore attorno agli archetipi del corpo. Le sue figure sembrano alieni dai sentimenti struggenti, una specie di lottatori gulliveriani dal corpo liscio, immersi in onde compatte di colore scuro. A definirli c’è sempre un dettaglio: una luce intensa e irreale, un oggetto indossato, un gesto carico di realtà . Oggi, ad esempio, una luce passa attraverso gli occhi, li dove la memoria costruisce le proprie radici.
Opere
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